Tasse in Italia: quali e quante tasse si pagano in Italia

Parlando di tasse, la maggior parte degli italiani darà un’opinione negativa, strettamente connessa alla loro pressione e alla loro quantità. Tuttavia, esse sono necessarie, per la fruizione di servizi essenziali per la propria abitazione e gli ambienti che si vivono, si è quindi costretti a pagarle anche per non incorrere in problemi giudiziari.

Difficile capire quante siano effettivamente le tasse in Italia, in quanto lo scenario economico-politico nazionale è in continua evoluzione e, come se ne vedono molte eliminate, se ne vedono altrettante introdotte. La cosa che da più problemi ai contribuenti, non è il totale complessivo di soldi che finiscono in tasse ( che sono comunque tanti rispetto ad altri paesi ), ma il numero incredibile di imposte che ci sono, numero si traduce in molto tempo da dedicare al solo pagare e stare dietro e rispettare le scadenze che ci sono.

Quante tasse si pagano in Italia?

Le tasse possono essere dirette ed indirette.

Le imposte dirette si pagano direttamente allo Stato ( come ad esempio l’IRPEF)

Le imposte indirette si pagano sempre allo Stato ma in modo indiretto cioé il consumatore paga la tassa sui consumi che fa ( come ad esempio l’IVA su beni e servizi)

In questo elenco che abbiamo stilato, non facciamo questa distinzione e le mettiamo insieme.

Secondo i dati di CGIA Mestre del 2019, l’Italia è al sesto posto in Europa per pressione fiscale con una tassazione di circa il 43,5%, seguita solamente da Germania, Francia, Belgio e Norvegia, dove si supera il 54%. Stando al medesimo studio, ogni italiano ha versato circa 8.000 euro in tasse, di cui se ne pagano circa 100 suddivise per categorie, ad esempio su imprese, persona, casa e mezzi di trasporto.

Tasse in Italia: quali e quante tasse si pagano in Italia

Tasse su imprese e associazioni

Secondo il rapporto Paying Taxes 2020 di Banca d’Italia e della società di consulenza Price WaterhouseCoopers, con una media del 59,1% di profitti commerciali versati in tasse l’Italia si trova al 128o posto su un campione di 180 nazioni nel mondo.

  • IRAP – Imposta Regionale Attività Produttive, introdotta nel 1997, ne sono soggetti tutti i detentori di Partita IVA ed è legata al fatturato dal 4,25% all’8,50%; la maggior parte dei proventi viene destinata al Sistema Sanitario Nazionale
  • IRES – Imposte Reddito Società, legata principalmente a società di capitali, enti e società all’estero ma non a società di persone e ditte individuali; dal 2017 è al 24%, mentre le società di comodo, ossia quelle senza funzioni operative e dedicate alla protezione dei patrimoni dei soci nelle società di capitali, hanno una maggiorazione del 10,5%
  • Ritenute utili societari, si applicano quando gli utili vengono distribuiti tra i soci, con tassazione variabile in funzione di quantità e tipologia di società. Di solito si tratta del 26%
  • Diritti Camere di Commercio, rivolti a ogni azienda iscritta al Registro delle Imprese; le ditte individuali hanno una spesa di 50 euro annuali, sarà variabile a seconda del fatturato per tutti gli altri soggetti
  • Imposta Sostitutiva Rivalutazione Beni d’Impresa, viene applicata in fase di bilancio per adeguare beni mobili e immobili alla crescita aziendale; con la Legge di Bilancio 2020 è al 12% per beni ammortizzabili e 10% per non-ammortizzabili
  • Tassa Annuale Registri Contabili, rivolta a tutte le attività che detengono libri contabili; viene pagata annualmente entro il 16 marzo
  • Imposta Sostitutiva Regime Forfettario, viene pagata da tutti i detentori di Partita IVA con fatturato inferiore a 65.000 euro annuali; l’aliquota è del 15%
  • IAS – Imposta Adeguamento Diritti Contabili, si applica alle società che adeguano i bilanci agli standard internazionali attraverso l’Organismo Italiano Contabilità; è un’imposta variabile in funzione del proprio fatturato
  • Imposte Doganali, si applicano a tutte le aziende che importano prodotti dall’estero; gli importi variano in funzione di quantità e tipologia, con maggiorazione per alcolici, tabacchi, materiali infiammabili e non-ecosostenibili
  • Tassa Iscrizione Albi Professionali o Abilitazione, destinata a tutti i liberi professionisti iscritti al loro albo o che seguono percorsi abilitativi
  • Imposta Regionale Concessione Beni Demaniali, che pagano tutti gli enti privati che prendono in concessione beni del demanio
  • TOSAP – Tassa Occupazione Suolo Pubblico, rivolta ad attività che occupino suolo pubblico; occorre richiedere consenso al proprio comune e ha un costo in base a dimensioni e durata dell’occupazione
  • Addizionale Comunale Diritti Imbarco Passeggeri, che pagano i gestori dei servizi aeroportuali in funzione degli importi INPS versati dalle compagnie aeree; è un onere di 2,00 euro a passeggero
  • Imposta Riserve Matematiche Assicurazione, prerogativa di compagnie assicurative, che versano lo 0,45% delle riserve dei rami vita nel bilancio d’esercizio
  • Diritti Erariali Pubblici Spettacoli, da pagare per tutti gli eventi svolti sul territorio italiano
  • Diritti SIAE, legati al diritto d’autore in ambienti artistici o culturali
  • Contributo Ambientale CONAI, rivolto a tutte le attività del consorzio per finanziare le sue attività
entrate fiscali in Italia dal 1973 al 2018
Sopra: L’aumento delle entrate fiscali in Italia dal 1973 al 2018

Tasse su persone fisiche e consumi

Quelle sulla persona e sui consumi sono le tasse in Italia che maggiormente influiscono sull’economia della popolazione, tanto che solo da IRPEF e IVA proviene più del 55% dei versamenti tributari. Tuttavia, vi sono altre imposte di cui non sempre si è a conoscenza.

  • IRPEF – Imposta Reddito Persone Fisiche, rivolta a tutti coloro che hanno un reddito; è divisa in 5 scaglioni in funzione del proprio reddito, dal 23% al 43%
  • IVA – Imposta Valore Aggiunta, riguarda ogni bene e servizio fruito a livello nazionale, va messa dalle aziende nelle fatture ma è una tassa su tutti i consumi; ha un’aliquota base al 22%, ma vi sono eccezioni come per alimenti di prima necessità al 4%, prestazioni sanitarie al 5% e alimenti non di prima necessità al 10%
  • Tasse sull’Istruzione, presenti solo dalle scuole superiori in poi e non in quella dell’obbligo, riguardano iscrizione, frequenza, ammissione agli esami e acquisizione titoli di studio, vi sono poi tasse universitarie d’iscrizione e diritto allo studio; gli importi variano in funzione di regioni e istituti
  • Canone RAI, una delle più caratteristiche tasse in Italia, su tutti i possessori di apparecchi televisivi/schermi; ha un costo di 90,00 euro annuali e con la Legge di Bilancio 2016 viene dilazionato in 10 rate nelle bollette elettriche
  • Tassa Soggiorno, imposta comunale onere degli ospiti in hotel e altre strutture ricettive; varia in funzione di durata del soggiorno, tipologia della struttura e comune di riferimento
  • Imposte Giochi e Lotterie, presenti sui giochi d’azzardo legali come Totocalcio, Lotto o Super Enalotto; premi e vincite hanno aliquote sostitutive dal 20% al 25%
  • Imposte Consumi Prodotti Particolari, aliquote aggiuntive per beni come tabacchi, sostitutivi delle sigarette o alcolici; variano a seconda dei prodotti e influiscono sul loro prezzo finale
 Imposte su immobili in Italia storico
Sopra: Imposte su immobili in Italia dal 1970 al 2018

Imposte su immobili in Italia

Le tasse sugli immobili vengono pagate sia dai privati cittadini possessori di un’abitazione che dalle società che detengono e/o utilizzano immobili per le loro attività.

  • IMU – Imposta Municipale Unica, tassa legata al possesso di un immobile, sostituisce l’ICI e dal 2014 è inclusa nell’Imposta Comunale Unica assieme a TASI e TARI; è variabile in funzione dell’immobile di riferimento, ma ne sono esentati i possessori di prima casa eccetto quelli di immobili di prestigio
  • TASI – Tassa Servizi Indivisibili, imposta comunale legata all’abitazione, che pagano sia proprietari sia affittuari anche per prime case; i proventi sono destinati a fornire servizi pubblici come illuminazione o manutenzione strade
  • TARI – Tassa Smaltimento Rifiuti, tributo comunale per finanziare raccolta e smaltimento rifiuti, destinato sia a privati cittadini che attività che producano rifiuti; l’aliquota varia in funzione della dimensione dell’immobile e della sua tipologia
  • Tasse Consumo Energetico, che si aggiungono alle bollette delle utenze domestiche, rappresentando circa il 35% delle spese totali; riguardano corrente elettrica, gas naturali  e metano
  • Cedolare Secca Affitti, regime facoltativo e sostitutivo all’IRPEF su immobili in affitto e reddito derivante
  • Imposte Catastali e Ipotecarie, rivolte all’apertura di un’ipoteca e incluse anche nell’accensione di mutui
  • Imposte Registro e Sostitutiva, da pagare registrando un contratto all’Agenzia delle Entrate
  • Imposta Immobili all’Estero, destinata a possessori d’immobili fuori dai confini nazionali
  • Contributi Concessioni Edilizie, prerogativa di chiunque richieda al comune di costruire un immobile sul proprio terreno edificabile; variano a seconda dell’immobile da costruire
  • Contributi Consorzi Bonifica, pagabili da proprietari terrieri che intendono fruire dei servizi dei consorzi per irrigazione e salvaguardia delle loro aree; variano in base a dimensioni e tipologia dei terreni
  • Tasse Procedimenti Legali e Amministrativi, da pagare in caso di processi o atti amministrativi, come imposte di bollo e diritti notarili

Tasse su auto e mezzi di trasporto

Per tasse su auto e altri mezzi si intendono tutte quelle imposte legate a possessione e godimento dei veicoli per trasporto privato o pubblico, come per assicurazioni o patenti.

  • Bollo Auto, tassa a scadenza annuale da pagare da tutti coloro che hanno un veicolo registrato al Pubblico Registro Automobilistico; che questo venga utilizzato o meno, il bollo deve essere pagato dal suo proprietario e il suo importo varia in funzione di potenza, emissioni e regione
  • Imposta RC Auto, legata a ogni polizza automobilistica; l’aliquota è al 12,5% e in funzione della propria classe può essere maggiore o minore del 3,5%
  • Accise Benzina, incluse nel costo dei rifornimenti di carburante, negli anni sono cresciute per ripagare costi di criticità ambientali e socio-economiche nazionali; rappresentano circa il 70% degli importi pagati
  • IPT – Imposta Provinciale Trascrizione, tributo provinciale per tutti i veicoli immatricolati sul territorio nazionale; va pagato al momento dell’immatricolazione e al passaggio d proprietà
  • Imposte Erariali Trasporti Vari, quali su oli lubrificanti e derivati, possesso e utilizzo di aeromobili e natanti e merci imbarcate e sbarcate

Altre tasse in Italia

Oltre a quelle indicate, vi sono altre tasse legate a specifici scopi, tra cui quelle su risparmio gestito o trading online, che riguardano rendimenti, transazioni e plusvalenze, ma anche sugli investimenti azionari, obbligazionari o garantiti, fondi comuni. In tutti i casi di redditi da capitale si hanno aliquote del 26%, che calano al 12,5% in caso di Titoli di Stato.

Altre tasse in Italia riguardano poi l’affissione di materiale pubblicitario su territori comunali e l’emissione di sostanze inquinanti maggiori rispetto a quelle consentite dalla legge.

Quanto influiscono culturalmente le tasse in Italia?

Le tasse sono una cosa bellissima, un modo civilissimo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili quali istruzione, sicurezza, ambiente e salute.

Queste le parole dell’ex ministro Tommaso Padoa Schioppa in un’intervista del 2007 quando, scatenando forti proteste, ha rivendicato l’utilità e la funzionalità delle tasse. Tuttavia da sempre, e ancor prima di tale affermazione, parlare di tasse in Italia suscita numerose polemiche, sia tra privati cittadini che negli ambienti istituzionali, passando per i vari settori industriali.

A conti fatti, ogni anno all’erario viene versato più del 40% dei guadagni dei cittadini e quasi il 60% dei profitti delle attività commerciali: sebbene l’Italia sia solo al sesto posto dei paesi europei dall’imposizione fiscale più pesante, la sua posizione è comunque poco invidiabile e sono tante le aziende nazionali che preferiscono trasferire le loro sedi legali all’estero, Olanda e Paesi Bassi in primis, fruendo di sistemi di tassazione più flessibili e che non ne pregiudichino guadagni e investimenti.

Approfondimenti:

Detrazioni sanitarie per modello 730

L'Economia dalla parte dei consumatori.

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