Riscaldamento: Orari e Periodo Accensione Condominio 2022-23 Cosa Cambia

Orari riscaldamento inverno 2022 – 2023: ecco il nuovo regolamento e l’orario di riscaldamento nei condomini di fronte alla crisi energetica.

L’orario accensione  riscaldamento condominiale varia da zona a zona, visto che in Italia ci sono vari climi diversi da Nord a Sud dello stivale, il riscaldamento ( a gas o elettrico) necessario non è uguale dappertutto. Con l’autunno arriva il primo freddo. Il cambiamento climatico si ripercuote anche sulle giornate che diventano più “corte” e uggiose. Si chiudono le finestre e si tirano fuori le coperte, e dopo un’estate afosa ed infinita, tutti si preparano ad un inverno molto rigido in cui non basterà rimanere con le finestre chiuse e mettere grandi coperte sul letto.
Per l’inverno 2022-23 ci saranno delle importanti novità per la crisi del prezzo del gas che come tutti saprete è schizzato in alto per varie ragioni.
Alcune regioni italiane sono interessate prima dal freddo, in altre le giornate calde durano di più. L’Italia, infatti, è suddivisa in zone climatiche e ciò determina date diverse per l’accensione del riscaldamento centralizzato. Andiamo a verificare quando è possibile accendere il riscaldamento non autonomo e per quante ore possono rimanere accesi i caloriferi.

Cosa cambia nell’orario dei termosifoni con l’inverno 2022-23

Il Governo italiano ha dato nuove norme per il riscaldamento e l’uso di energia, molte delle quali sono a carattere volontario. ( in pratica ci saranno dei consigli in TV sul risparmio energetico come ci furono per l’emergenza Covid)

Invece per quanto riguarda il nuovo regolamento della temperatura per abitazioni e luoghi di lavoro, cambierà di poco rispetto a quello degli anni precedenti, con differenze, come potrete vedere meglio nello schema qui sotto:
  • diminuzione di 1 grado centigrado per i termosifoni,
  • qualche giorno dopo per l’accensione nell’autunno
  • qualche giorno prima nella primavera per il previsto spegnimento primaverile
  • qualche ora in meno di riscaldamento durante la giornata.

 

Come abbiamo più volte sottolineato, non ci saranno grandi cambiamenti in quanto l’Italia è già suddivisa in 6 Zone Climatiche, ognuna con i suoi orari e ognuna con i suoi gradi, quindi ovviamente non ci saranno problemi per quanto riguarda la possibilità di tenere accesi i termosifoni.

Cosa fare per risparmiare con la bolletta del gas

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Le vere difficoltà si avranno con il costo della bolletta. Per questo consigliamo a TUTTI di vestirsi il più possibile e di tenere i termosifoni spenti o comunque con la temperatura più bassa possibile, in modo da non avere brutte sorprese nel momento in cui va pagata la bolletta del gas. Si tratta di piccoli sacrifici che faremo per risparmiare denaro ed utilizzarlo in modo più produttivo. D’altronde tenere una giacca in casa o una tuta di tipo pile e calze di lana, non sarà un grande sacrificio ed è molto più economico che spendere centinaia di euro di bolletta del gas.

Ricordiamoci che questo sarà un  un cambiamento temporaneo, cioè solo per questo inverno.

L’offerta di Gas nel mondo non manca. Il problema è che in questi anni i paesi europei sono diventati molto dipendenti dal gas russo e per poter avere nuovi contratti con altri grandi produttori serve tempo e tecnologie come nuovi gasdotti e rigassificatori e serve tempo.

 

La Russia sembra essere entrata in guerra con tutto il mondo occidentale, per questo sta chiudendo tutti i gasdotti verso l’Europa. Questo costringe Noi europei a risparmiare questo inverno e nel frattempo trovare nuovi fornitori. Fino a quando non avremo sostituito tutto il gas russo al 100% questi problemi rimarranno.

 

Bisognerà anche chiudere – almeno per questo inverno – alcune produzioni, come ceramica e ferro che hanno bisogno di molto gas per lavorare. Ai lavoratori verranno dati dei sussidi come la cassa integrazione e/o la disoccupazione, questo almeno finchè non saranno ristabilite le normali forniture.

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In questa pagina pubblicheremo tutte le novità per l’inverno 2022 – 2023 , intanto ci limitiamo a ripetere gli orari che valevano anche per gli anni scorsi. Fermo restando che il criterio rimarrà lo stesso, cioè nei paesi di montagna dove è più freddo e al Nord dove è più freddo l’orario di accensione dei termosifoni e anche i limiti delle temperature saranno più ampi rispetto al Sud dove notoriamente in inverno la temperatura è più alta.

 

Questo ovviamente senza contare le eventuali deleghe in caso di clima eccezionalmente freddo.

Date accensione riscaldamento centralizzato

L’accensione della caldaia del condominio , ma anche di una casa, è regolamentata dalla legge 10-1991che stabilisce quando si può accendere il riscaldamento centralizzato in relazione alla zona climatica dove ricade la propria abitazione. Il prezzo del gas naturale differisce in base alla zona e di conseguenza cambia la data per l’accensione dei termosifoni. Nel Nord Italia i caloriferi si possono accendere a partire dal 15 ottobre, nel Sud Italia la data è fissata a domenica 15 novembre.

Date e durata dell’accensione

Vediamo in modo schematico le date da cui si possono accendere gli impianti di riscaldamento centralizzato, ovvero caloriferi e caldaie nei condomini, e per quante ore possono rimanere accesi, divise per zone climatiche:
Riscaldamento: orari e periodo accensione Condominio 2021 2022

ZONA CLIMATICA

PERIODO D’ACCENSIONE DEL RISCALDAMENTO CONDOMINIALE 2022-2023

ORARIO IN CUI IL RISCALDAMENTO CONDOMINIALE PUO’ ESSERE ACCESO 2022-2023

Zona F (Zona Alpina)
Non ci sono limitazioni
Non ci sono limitazioni
Zona E (Zona Padana)
Dal 22 Ottobre al 7 Aprile
 13 ore al giorno
Zona D (Zona Appenninica)
Dal 8 Novembre al 7 Aprile
  11 ore al giorno
Zona C (Zona Adriatica Settentrionale)
Dal 22 Novembre al 23 Marzo
  9 ore al giorno
Zona B (Zona Tirrenica)
 Dal 8 Dicembre al 23 Marzo
 7 ore al giorno
Zona A (Zona Sud-Orientale e delle Isole)
Da 8 Dicembre al 7 Marzo
 5 ore al giorno

NB: OSPEDALI E CASE DI RICOVERO SONO ESENTATI

Orari accensione riscaldamento condominiale 2022 – 2023 :

Zona climatica A

Dal 8 dicembre al 7 marzo, per 5 ore giornaliere (Comuni di Lampedusa e Linosa; Porto Empedocle).

Zona climatica B

Dal 8 dicembre al 23 marzo, per 7 ore ogni giorno (Agrigento; Catania; Crotone; Messina; Palermo; Reggio Calabria; Siracusa; Trapani).

Zona climatica C

Dal 22 novembre al 23 marzo, per 9 ore giornaliere (province di Imperia; Latina; Bari; Benevento; Brindisi; Cagliari; Caserta; Catanzaro; Cosenza; Lecce; Napoli; Oristano; Ragusa; Salerno; Sassari; Taranto).

Zona climatica D

Dal 8 novembre al 7 aprile, per 11 ore al giorno (Genova; La Spezia; Savona; Forlì; Ancona; Ascoli Piceno; Firenze; Grosseto; Livorno; Lucca; Macerata; Massa C.; Pesaro; Pisa; Pistoia; Prato; Roma; Siena; Terni; Viterbo; Avellino; Caltanissetta; Chieti; Foggia; Isernia; Matera; Nuoro; Pescara; Teramo; Vibo Valentia).

Zona climatica E

Dal 22 ottobre al 7 aprile per 13 ore nell’aro di una giornata (province di Alessandria; Aosta; Asti; Bergamo; Biella; Brescia; Como; Cremona; Lecco; Lodi; Milano; Novara; Padova; Pavia; Sondrio; Torino; Varese; Verbania; Vercelli; Bologna; Bolzano; Ferrara; Gorizia; Modena; Parma; Piacenza; Pordenone; Ravenna; Reggio Emilia; Rimini; Rovigo; Treviso; Trieste; Udine; Venezia; Verona; Vicenza; Arezzo; Perugia; Frosinone; Rieti; Campobasso; Enna; L’Aquila e Potenza).

Zona climatica F

Non ci sono limitazioni di tempo né orario (province di Cuneo, Belluno e Trento).

Non è possibile superare i 19 gradi centigradi

Per legge non è possibile superare i 19 gradi centigradi, con 2 gradi di tolleranza (massimo 21°C), all’interno delle abitazioni, delle scuole e degli uffici. Per gli edifici adibiti ad attività artigianali e industriali (o equiparabili) il limite scende a 17 gradi. Si tratta di limiti di temperatura ritenuti adeguati per svolgere al meglio le attività lavorative e per la vita quotidiana.
Non bisogna superare i limiti non solo per via delle leggi vigenti ma anche perché si spende di più. Inoltre abusare dei riscaldamenti danneggia l’ambiente inquinando l’atmosfera delle città. L’inquinamento generato dagli impianti è tra i maggiori fattori scatenanti dei malanni di stagione e di altri danni alla salute causati dall’escursione termica tra interno ed esterno.

Riscaldamento autonomo o centralizzato

In molti si interrogano sul fatto se si risparmia installando la caldaia privata bypassando il riscaldamento condominiale. Le differenze erano minime fino a qualche anno addietro.
Attualmente si spende meno con il riscaldamento autonomo in quanto è migliorata l’efficienza energetica di impianti ed è aumentata l’installazione degli impianti per energie rinnovabili.
La riforma del condominio del 2012 ha introdotto la possibilità di passare al riscaldamento autonomo negli appartamenti. Questa opportunità risulta conveniente in modo particolare per immobili di più recente costruzione.
Essendo attive delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica, è più facile investire sull’acquisto della caldaia per risparmiare in futuro.
La caldaia privata e il riscaldamento autonomo, fanno adattare i consumi alle proprie esigenze, sfruttando anche con più facilità le offerte gas del mercato libero dell’energia e di cambiare fornitore energetico. Inoltre un impianto autonomo mette al riparo dall’eventualità che qualche condomino non paghi la sua quota per il riscaldamento. Naturalmente diventando “autonomi” i costi di manutenzione ricadono tutti sulle nostre tasche.

 

Da non dimenticare la revisione degli impianti di riscaldamento e delle caldaie a GPL o gas metano che deve essere obbligatoriamente eseguita per legge insieme al pagamento delle tasse locali che variano da zona a zona.

Sanzioni per chi accende termosifoni fuori dagli orari, importi e verifiche
Sopra: le multe saranno salate per chi non rispetta gli orari di accensione termosifoni

Obblighi e sanzioni:

L’obbligo vale sia che si abiti in un condominio con un riscaldamento centralizzato, sia che si abiti in una casa con il riscaldamento autonomo, la caldaia va revisionata e vanno fatti i controlli dei fumi.

Per quanto riguarda la revisione della caldaia, questa è obbligatoria ogni anno se si usa una caldaia sopra i 35 kW.

Se invece si usano caldaie al di sotto dei 35 kW ( come quelle di un normale appartamento ) il controllo dei fumi va fatto ogni 2 anni, costa all’incirca 90 euro e va fatto da un caldaista specializzato ed autorizzato che poi rilascerà fattura e bollino blu di avvenuto controllo.

Le sanzioni partono dai 500 fino a quasi 3.000 euro per chi contravviene agli orari dell’accensione termosifoni ( controllati dalla polizia locale ) e per chi non ha fatto la manutenzione ordinaria della caldaia. I trasgressori potranno essere individuati nel proprietario o nell’affittuario per i riscaldamenti autonomi , oppure nel condominio nel caso di riscaldamento centralizzato. Si spera con questa politica repressiva di multe e sanzioni di poter far rispettare questi orari e di avere un consumo minore in tutta Italia.

 

Approfondimento: Zone Climatiche Italiane:

Non tutti sanno che l’Italia è divisa in 6 Zone Climatiche dal Decreto del Presidente della Repubblica italiana del 26 Agosto, 1993 n. 412. Questo DPR sancisce una divisione dell’Italia in 6 zone climatiche,
  1. F – Zona delle montagne delle Alpi
  2. E – Zona della Pianura Padana
  3. D – Zona delle montagne degli Appennini
  4. C – Zona Adriatica verso settentrione
  5. B – Zona Tirrenica
  6. A – Sud verso oriente e Isole.
Questa distinzione in fasce climatiche italiane, è stata indispensabile proprio per poter fare una legge per il risparmio energetico che potesse avere gli stessi parametri per tutta Italia.
In pratica lo scopo è quello di avere all’interno delle case degli italiani la stessa temperatura, cioè almeno 20 ° Centigradi durante il periodo invernale, con un errore di 2 ° ( cioè i gradi possono essere dai 18 ai 22).
Quindi, per avere la stessa temperatura di 20° Centigradi all’interno di una abitazione es. a Palermo e a Trento, va da sè che a Trento il riscaldamento dovrà rimanere acceso molte più ore che a Palermo.

In caso di giornate invernali particolarmente fredde, si possono tenere i termosifoni accesi più tempo?

Certo, ci sono a tal proposito delle delibere del Comune di residenza che permettono di tenere acceso il termosifone anche più ore di quelle normalmente consentite, nei casi straordinari in cui le temperature invernali siano particolarmente rigide.
Naturalmente una delibera del Comune può anche dare il permesso di accendere i riscaldamenti qualche settimana prima, come è accaduto più volte per esempio nell’ottobre dell’anno scorso, in cui molti comuni italiani hanno dato il permesso di avviare i riscaldamenti nelle case, negli uffici e negli altri luoghi di lavoro.

Attenzione al pellet che inquina molto

Per anni le famiglie italiane si sono dotate di impianti di riscaldamento con pellet, anche invogliate dalla continua pubblicità che diceva che il riscaldamento con pellet era sostenibile in quanto legno preso da scarti di lavorazione o comunque da alberi abbattuti in modo sostenibile.

Purtroppo però il pellet crea CO2 , cioè quella sostanza che inquinando l’atmosfera incide negativamente nel riscaldamento globale.

Quindi cerchiamo di usare questo materiale con la massima parsimonia.

Approfondimenti:

vicini rumorosi cosa fare?
Nuovo Libretto Impianto per Caldaia

 

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ITC, Operatore Turistico, SMM, pubblicista finanziario, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio e il Dipartimento di Lettere, lingue, letterature , civiltà antiche e moderne, presso UniPG

5 commenti

  1. A Sassari non sta facendo caldo e ci saranno purtroppo ancora settimane fredde,io credo che almeno per chi come me ha la mamma alletata di 97anni totalmente invalida è una scelta prematura

  2. A Sassari non sta facendo caldo e ci saranno purtroppo ancora settimane fredde,io credo che almeno per chi come me ha la mamma alletata di 97anni totalmente invalida è una scelta prematura

  3. LA SIGNORA FRANCESCA AMMINISTRATORE DEL CONDOMINIO GONOLO, HA LA POSSIBLITA DI TENERE CHIUSI IL RISCALDAMENTO CENTRALIZATO, CHE SONO DELLE STUFE A ENERGIA ELETRICA. COSA FARE PER FARCI SENTIRE IN CODESTO CONTESTO, STIAMO PARLANDO DI SANT GREE’ DI VIOLA 12070/CN. IO HO DETTO CHE VIENE LA MUFFA E LEI DICE DI APRIRE LE FINESTRE IN PIENO INVERNO. COSA FERE POTETE INTERVENIRE O NO?

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