Detrazione Spese Mediche 2022 per Dichiarazione Redditi: cosa devi sapere

Anche per il 2022 sarà come per questo anno, che dal 10 maggio al 30 settembre 2021 è possibile presentare la dichiarazione dei redditi per l’anno d’imposta 2020, attraverso apposito Modello 730/2021 disposto dall’Agenzia delle Entrate, che emanando la Circolare n.7/E del 25 giugno fornisce informazioni e prassi da seguire su oneri detraibili e documentazione necessaria.

Come avviene ogni anno, anche per la nuova dichiarazione redditi è possibile detrarre le spese mediche, una delle agevolazioni più richieste, dal valore del 19% sugli importi sostenuti. Contrariamente a quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2021, saranno coinvolte anche le spese pagate in contanti. Quali sono e come funzionano le detrazioni delle spese sanitarie?

Cos’è la detrazione spesa medica e cosa prevede la normativa 2021-2022?

Per detrazione medica, si intende un’agevolazione sulle spese medico-sanitarie da inserire nella dichiarazione dei redditi, con cui è possibile recuperare parte della spesa, sia personale che per familiari fiscalmente a carico. Un familiare a carico è considerato colui che vive nello stesso immobile con reddito lordo non superiore a 2.840,51 euro nell’anno precedente, o a 4.000 euro per figli under 24. 

L’importo calcolato sarà sul totale delle spese sostenute, avendo diritto all’agevolazione superando una franchigia di 127,11 euro, mentre sarà ripartita in quattro quote annuali qualora la spesa superi i 15.493,71 euro.

La riduzione d’imposta verrà quindi fatta sul 19% delle spese sanitarie che superano la soglia di 119,11 euro.

Se invece il soggetto è un disabile, allora le spese sanitarie potranno essere detratte per il 100%.

Non si avrà diritto alla detrazione per spese inferiori alla suddetta franchigia.

Come avviene con tutte le spese detraibili, l’agevolazione sulle spese mediche 2021-2022 riguarda l’anno d’imposta precedente a quello corrente.

Detrazione Spese Mediche 2022 per Dichiarazione Redditi: cosa devi sapere
Detrazione Spese Mediche 2022 per Dichiarazione Redditi: cosa devi sapere

Quali spese mediche possono essere detrarre?

Secondo la Circolare 7/E dell’Agenzia delle Entrate, l’effettiva detraibilità è considerata in base a:

  • Tipologia dei costi sostenuti
  • Valore totale
  • Modalità di pagamento

Diversamente da quanto previsto da Legge di Bilancio 2021 e Decreto Sostegni bis, che obbligavano al pagamento con strumenti tracciabili come carte, assegni o versamenti bancari o postali, per il 2021 è ancora possibile avere tale agevolazione fiscale anche con pagamento contante, purchè non superiore ai 2.000 euro come previsto dalla stessa Legge di Bilancio.

Gli importi soggetti a riduzione Irpef al 19% riguardano:

  • Inverventi chirurgici
  • Analisi, indagini e ricerche radioscopiche
  • Acquisto o noleggio protesi sanitarie
  • Prestazioni da medico generico, anche per medicina omeopatica
  • Prestazioni specialistiche
  • Rilascio certificati medici di sana e robusta costituzione per usi sportivi, amatoriali o agonistici
  • Rilascio o rinnovo patente, con relative visite
  • Pratiche assicurative o legali di tipologia medico-sanitaria
  • Ricoveri da interventi chirurgici o degenze, escluse rette di istituti sanitari assistenziali per ricoveri di soggetti anziani
  • Ticket sanitari pagati nell’ambito del SSN
  • Acquisto medicinali da banco e/o con ricetta medica, anche omeopatici
  • Acquisto o noleggio dispositivi medicali con marchio CE (aerosol, misuratori pressione, misuratori glicemia ecc…)
  • Trapianti organi
  • Assistenza infermieristica e/o riabilitativa in sede o a domicilio (fisioterapia, kinesiterapia ecc…)
  • Prestazioni da personale con qualifica professionale di assistenza base o da operatore tecnico assistenziale
  • Prestazioni da personale di coordinamento attività assistenziali di nucleo strutturale
  • Prestazioni da personale con qualifica di educatore professionale
  • Prestazioni da personale qualificato per attività d’animazione e/o terapia occupazionale

Sia da strutture pubbliche che private accreditate al SSN, tutte le spese sanitarie sono detraibili anche senza specifica prescrizione medica, a condizione che professionalista e prestazione offerta risultino sui relativi documenti di spesa.

Quali documenti sono richiesti per detrarre le spese mediche?

Anche con pagamento in contanti, permesso dalla proroga della Legge di Bilancio, per fruire della detrazione sulle spese mediche occorre conservare una serie di documenti, che faranno da prove d’acquisto:

  • Per farmaci generici e omeopatici acquistati in farmacie, parafarmacie, supermercati, altri esercizi commerciali o online, sono richiesti fattura o scontrino fiscale, con natura, codice identificativo, quantità e codice fiscale dell’acquirente ben specificati
  • Per prestazioni di medici generici anche omeopati, o certificati medici, rilascio o rinnovo patente, apertura e chiusura malattie o infortuni e pratiche assicurative di stampo sanitario, sono richiesti ricevuta o fattura rilasciata dal medico

Per pagamenti tracciabili, si richiedono invece:

  • Ricevuta versamento bancario o postale 
  • Ricevuta pagamento con carta
  • Estratto conto 
  • Copia bollettino postale, MAV, pagamenti con PagoPA
  • Ricevuta pagamenti via app smartphone

Per familiari non a carico, si richiedono inoltre:

  • Certificazione ASL sulla patologia, con relativo codice numerico identificativo
  • Certificato medico, che attesti collegamento tra spese e patologia, o autocertificazione che ne attesti il possesso
  • Modello 730-3 o Modello Redditi, in cui è indicata la parte di spesa non rientrante nell’Irpef del soggetto affetto da patologia
  • Fatture, ricevute e scontrini, in cui è indicato che le spese sono state sostenute dal familiare che beneficia della detrazione, con consenso e annotazione del soggetto affetto da patologia
  • Autocertificazione del soggetto affetto da patologia, che attesti la facoltà di non presentare dichiarazioni

Infine, ai sensi della Circolare 34/2008 dell’Agenzia delle Entrate, per l’acquisto di medicinali generici o omeopatici all’estero è richiesto il semplice scontrino, con codice fiscale riportato manualmente e dichiarazione del farmacista.

Se tale documentazione è in lingua straniera, richiede una traduzione sottoscritta dal contribuente se in inglese, francese, tedesco o spagnolo o una traduzione giurata se in altre lingue, eccetto in Val d’Aosta e Trentino, dove testi in francese o tedesco non necessitano traduzione, o Friuli Venezia Giulia, dove testi in sloveno non richiedono traduzione giurata.

Quali spese mediche non possono essere detratte?

Sebbene le voci in capitolo siano tante, l’agevolazione Irpef sulle spese mediche prevede anche alcune esclusioni, che riguardano specialmente le spese già detratte durante lo stesso anno, come ad esempio:

  • Risarcimenti in caso di danni da soggetti terzi
  • Spese per assistenza sanitaria rimborsate da datore di lavoro, ente pensionistico, o dal contribuente verso enti assistenziali, fino a importo complessivo di 3.615,20 euro
  • Contributi associativi verso società di mutuo soccorso, detraibili fino a 1.300 euro

In alternativa, in caso di successivo rimborso per spese sostenute nell’anno precedente, è possibile calcolare la somma restante da quella già precedentemente detratta. E’ invece completamente escluso l’acquisto di parafarmaci, come integratori, colliri, lenitivi, pomate ecc…, sia in farmacia che parafarmacia, così come le spese di soggiorno all’estero.

Conclusioni

Eccetto la proroga della scadenza al pagamento contante, la disciplina della Legge di Bilancio 2021 sulla detrazione delle spese mediche è estremamente simile a quella dell’anno precedente, comprendendo prodotti e prestazioni più comuni e generici ma anche trattamenti specialistici o da privati, purchè convenzionati col SSN.

A conti fatti, quella sugli impegni sanitari è l’agevolazione fiscale più richiesta dagli italiani, anche per prestazioni all’estero: questo perchè imprescindibili in momenti di necessità così come nella vita quotidiana. Obiettivo prioritario, come per altre agevolazioni, è restituire parte delle spese per servizi irrinunciabili.

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