Detrazioni Spese Universitarie nel 730 – Dichiarazione dei Redditi ed Unico 2021

Con apposito decreto, ogni anno il Ministero d’Istruzione, Università e Ricerca fissa cifre di spesa per università pubbliche e private detraibili dalla dichiarazione dei redditi. Il d.m. 19/12/2019 fa riferimento al periodo d’imposta 2019, con cui è possibile avere detrazioni delle spese universitarie lorde del 19%

Disponibili per lauree triennali, magistrali, a ciclo unico e anche per corsi post-laurea, gli importi massimi sono calcolati in funzione dell’area disciplinare e del territorio. Secondo la Legge di Bilancio 2020, anche le detrazioni universitarie richiedono pagamento tracciabile alternativo al contante. Quali sono e qual è il loro valore?

Cosa sono le detrazioni delle spese universitarie e cosa prevede la normativa?

Parlando di detrazioni universitarie, si intendono agevolazioni su importi inerenti all’ambiente accademico conteggiate nella dichiarazione dei redditi, con cui gli studenti possono recuperare una parte delle loro spese. L’art. 15, comma 1 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi prevede la possibilità di detrarre il 19% dell’imposta lorda sulle spese sostenute nell’anno precedente. E’ disponibile anche per figli e altri familiari fiscalmente a carico.

Secondo il d.m. 19/12/2019 del MIUR, pubblicato l’11/02/2020, le università pubbliche statali hanno spese interamente detraibili, al contrario delle non-statali, per cui è il decreto stesso a stabilire importi minimi in base a quelli medi versati dalle pubbliche.

Ai sensi della Legge di Bilancio 2020 (d.l. 160/2019), dal 1 gennaio 2020 i pagamenti delle spese accademiche dovranno essere effettuati con transazioni tracciabili come bonifici, tramite operazione bancomat, carte di credito/debito/prepagate o strumenti digitali, nella stessa modalità di quelle scolastiche.

Detrazioni Spese Universitarie nel 730 - Dichiarazione dei Redditi ed Unico
Sopra: un’aula universitaria durante una lezione

Quali sono le spese universitarie detraibili

Come stabilito dal d.m. 19/12/2019, le detrazioni sulle spese universitarie riguardano tutti quegli importi sulla frequenza di corsi presso atenei statali e non, in particolare per:

  • Corsi d’istruzione universitaria, triennale, magistrale o a ciclo unico
  • Corsi di perfezionamento e specializzazione
  • Master universitari di primo e secondo livello
  • Dottorati di ricerca
  • ITS (istituti tecnici superiori) con spese equiparabili a quelle universitarie
  • Corsi di conservatori e istituti musicali equiparati (ne sono esclusi i privati)

E’ inoltre possibile detrarre spese per:

  • Partecipazione a test d’ammissione
  • Immatricolazione e iscrizione anche per fuoricorso
  • Corsi singoli e/o propedeutici alla specializzazione
  • Esami di profitto
  • Appelli di laurea
  • Trasferimenti di corso o d’ateneo
  • TFA (tirocini formativi attivi) per docenti istituiti ai sensi del d.m. 249/2010 del MIUR

Non si possono invece detrarre spese per:

  • Contributi dell’università pubblica per lauree conseguite all’estero
  • Libri di testo e materiale didattico
  • Viaggi per raggiungere la sede
  • Affitto alloggio a distanza inferiore ai 100 chilometri dalla residenza
  • Vitto e spese suppellettili

Le suddette disponibilità ed eccezioni riguardano istituti sia italiani che stranieri sul territorio nazionale e hanno stesso effetto per le università telematiche.

Che valore hanno le detrazioni universitarie?

Oltre a stabilire le spese detraibili, il d.m. 19/12/2019 regola per gli istituti non-statali gli importi massimi di tali agevolazioni in base ad area disciplinare e territorio. I limiti, che restano i medesimi del 2019, sono:

Inoltre, sono disponibili bonus al 19% anche per corsi post-laurea come dottorati e master, dall’importo massimo di:

  • 3.700 euro al nord
  • 2.900 euro al centro
  • 1.800 euro al sud e isole

Tutte le cifre sono poi soggette a tassa regionale per il diritto allo studio. Medesimo discorso vale per la detrazione di corsi di laurea e post-laurea all’estero: l’importo massimo detraibile è stabilito in funzione della zona geografica.

Infine, le università telematiche fanno riferimento al luogo della loro sede legale, mentre ai canoni d’affitto spetta una detrazione massima di 2.633 euro, purchè a distanza superiore di 100 chilometri dalla residenza dello studente o in un’altra provincia.

Come si dichiarano le spese universitarie?

Per dichiarare le spese universitarie che si desidera detrarre (totalmente per atenei statali e al 19% per non-statali) occorre avere a disposizione il modello 730, dove si dovrà compilare il quadro E Oneri e Spese: gli importi verranno indicati nei righi da E8 a E10 inserendo il codice 13, comprendendo anche quelli in Oneri Detraibili, nella Certificazione Unica con codice onere 13.

Affinché la detrazione abbia esito favorevole è necessario conservare tutte le ricevute e dichirazioni di pagamento relative all’anno precedente. Corsi di specializzazione in psicoterapia richiedono invece attestazione dell’istituto accreditato al MIUR. Secondo l’art. 51 del TUIR non si possono indicare spese dell’anno precedente già rimborsate. Gli importi universitari possono invece riferirsi anche a iscrizioni fuoricorso e più anni.

Altre detrazioni

Oltre alle detrazioni previste dal d.m. 19/12/2019, il d.m. 26/06/2020 stabilisce invece esenzione delle tasse universitarie in base al reddito ISEE:

  • 100% se inferiore a 20.000 euro
  • 80% tra 20.000 e 22.000 euro
  • 50% tra 22.000 e 24.000 euro
  • 30% tra 24.000 e 26.000 euro
  • 20% tra 26.000 e 28.000 euro
  • 10% tra 28.000 e 30.000 euro

Tale esenzione è automatica per il primo anno accademico, mentre richiederà almeno 10 CFU per il secondo anno e almeno 25 CFU nei 12 mesi precedenti all’iscrizione degli anni successivi. Ogni università può offrire ulteriori agevolazioni ai propri studenti, espandendo l’esenzione totale a redditi superiori a 20.000 euro o quella parziale oltre i 30.000 euro.

Sono poi previste esenzioni al 100% per studenti:

  • Che hanno conseguito la maturità col massimo dei voti
  • Con disabilità pari o superiore al 66% ai sensi della Legge 104/1992 e con certificato ASL

Godranno dell’esenzione anche figli di soggetti con pensione d’inabilità, presentando autocertificazione dello stato di famiglia e modello ISEE alla propria università.

Conclusioni

Secondo MIUR-USTAT, nell’anno accademico 2018-2019 sono stati registrati circa 1,72 milioni di studenti universitari e circa 326.332 i laureati di I e II livello, rappresentando un valore altamente positivo, a cui si associa la riduzione del tasso di disoccupazione dal -10,2% al -7,6% emerso dai dati AlmaLaurea. Tuttavia, AlmaLaurea stessa registra una perdita di circa 40.000 studenti tra 2018 e 2019 e una media di laureati tra 30 e 34 anni del 27,8%, rispetto al 40,4% europeo.

A conti fatti, come avvenuto ogni anno in passato, davanti a tale criticità anche per il 2020 il MIUR ha stabilito i limiti massimi di detrazione per tasse e spese universitarie. Se da una parte favorisce  la frequenza degli atenei statali e non sul territorio nazionale, dall’altra incentiva le transazioni digitali e alternative ai contanti, contrastando di conseguenza l’evasione fiscale.

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