Tassazione Titoli di Stato Esteri

Tassazione titoli di Stato esteri: quante imposte vanno pagate sui rendimenti di investimenti fatti fuori dall’Italia?  Non tutti gli investimenti hanno la stessa tassazione, pagano tasse agevolate gli investitori di Titoli di Stato italiano o Buoni Fruttiferi Postali, mentre pagano una tassa più alta gli altri tipi di rendita finanziaria.
La tasse su redditi di capitale sono state semplificate ed aumentate nel luglio 2014 dal Governo Renzi (che tutti accusano di essere ‘amico dei finanziari’ ma che in realtà con questa manovra ha dimostrato l’esatto contrario).Chi è alla ricerca di valide alternative ad investimenti sui mercati finanziariguarda ai titoli di Stato esteri. A spingere in questa direzione il rendimento non più all’altezza delle aspettative di titoli di Stato italiani e dei conti deposito. L’imposizione fiscale italiana è stata notevolmente inasprita.
Gli investimenti in strumenti finanziari di Paesi esteri hanno delle connotazioni di carattere fiscale, vediamoli insieme.

Tassazione titoli di Stato esteri

Tassazione Titoli di Stato Esteri: imposte da pagare sui rendimenti

Tassazione titoli di Stato esteri

Un titolo di stato estero, uno strumento finanziario la cui emissione è effettuata da un soggetto residente in uno Paese estero. L’introduzione dell’euro come moneta comune nell’area Ue ha agevolato gli investitori in quanto diversi titoli esteri (ad esempio della Germania) sono stati denominati in una moneta comune quasi equiparando i regimi fiscali. Questi titoli vengono comprati in modo semplice e veloce.
In Italia si possono trovare titoli sia esteri che emessi da soggetti italiani ma denominati in valuta estera. L’investitore può optare tra: titoli esteri denominati in Euro; titoli nazionali denominati in Euro; titoli nazionali denominati in una valuta differente dall’Euro; titoli esteri denominati in una valuta diversa dall’Euro.
Le prime 2 tipologie non sono soggetti a tassazione. I proventi saranno tassati dalla banca con il sostituto d’imposta, la quale si impegna a versare l’importo allo Stato italiano.

La tassazione della valuta estera

Chi investe in titoli denominati in una valuta differente dall’Euro, dovrà fare i conti con la tassazione del guadagno in conto valuta. Non tutte le banche applicano la normativa in modo omogeneo. Se non si dispone di un conto valutario, i controvalori accreditati per capitale ed interessi saranno in automatico convertiti in euro in base al cambio corrente.
La rivalutazione del cambio comporterà la determinazione dell’imponibile, insieme con gli interessi e gli altri proventi delle obbligazioni o delle azioni.
Se si dispone di un conto valutario, verranno accreditati i controvalori in valuta estera, che saranno successivamente tassati quando verranno convertiti in euro.
I guadagni da conversione di conti in valuta sono tassati con aliquota del 22% solo se il saldo è superiore a 51.6645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi di seguito.

Titoli su Conti Esteri

Se si dispone di strumenti finanziari presso banche o intermediari all’estero, bisogna inserire nel quadro RW del modello unico le attività finanziarie detenute all’estero e i trasferimenti che superano i 10 mila euro. Chi ha piccoli capitali troverà utilità nell’investire in una banca italiana che svolgerà in automatico tutti gli adempimenti burocratici.

I titoli emessi dallo Stato

Facciamo un passo indietro e definiamo i titoli di Stato, che servono ai Paesi per finanziarsi e sono delle obbligazioni, titoli finanziari. Si tratta di un prestito. I titoli fanno vantare il diritto a chi li sottoscrive al rimborso di quanto dato in prestito più interessi. Il titolo ha una scadenza.

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Al suo termine il capitale ricevuto in prestito da chi lo ha emesso va rimborsato. Gli interessi possono essere pagati con cedole periodiche (fisse o variabili) o attraverso lo scarto di emissione ovvero la differenza tra il prezzo di emissione e quello di rimborsoche si matura alla scadenza del titolo. Gli emittenti hanno la possibilità di collocare titoli del valore nominale di 100 a un prezzo inferiore. Nel caso delle obbligazioni zero coupon, lo scarto di emissione è l’unica modalità con la quale vengono liquidati gli interessi.

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I titoli zero coupon non hanno cedole. In altri casi, gli interessi possono derivare dalla somma di cedole e scarto di emissione. Le obbligazioni emesse da uno Stato vengono denominate Titoli di Stato.

Titoli di Stato: in quali Paesi investire

Nella maggioranza dei casi, gli Stati sono affidabili, tranne per fattori legati agli equilibri politici interni. Chi vuole investire in titoli di stato esteri deve effettuare una scrematura fondata sulla stabilità istituzionale e naturalmente sulla convenienza in termini di guadagni e puntare sui Paesi meno tassati.

White List i Paesi con i titoli meno tassati

Il Governo Renzi ha inasprito la tassazione sulle rendite finanziarie di ben 6 punti arrivando al 26%. Di conseguenza molti investitori stanno optando per i Paesi della White List, Stati che applicano sui titoli di Stato una tassazione minore pari al 12,50%. Possiamo citare Albania, Algeria, Armenia, Belgio, Bielorussia, Brasile e Bulgaria. Non bisogna dimenticare che le rendite finanziarie vanno incluse nel modello 730.

Investire sui Paesi emergenti

Fino a poco tempo fa risultava conveniente investire su Paesi emergenti come il Brasile. Attualmente il gigante sudamericano vive una fase di profonda crisi dalla quale siamo certi presto verrà fuori. Solo allora tornerà conveniente investire. Tra gli emergenti interessante è l’Indonesia.

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