Riscaldamento: orari e periodo accensione Condominio 2017

Quale è l’orario di riscaldamento nei condomini? L’orario accensione  riscaldamento condominiale varia da zona a zona, visto che in Italia ci sono vari climi diversi da Nord a Sud dello stivale, il riscaldamento necessario non è uguale dappertutto. Con l’autunno arriva il primo freddo. Il cambiamento climatico si ripercuote anche sulle giornate che diventano più “corte” e uggiose. Si chiudono le finestre e si tirano fuori le coperte.
Alcune regioni italiane sono interessate prima dal freddo, in altre le giornate calde durano di più. L’Italia, infatti, è suddivisa in zone climatiche e ciò determina date diverse per l’accensione delriscaldamento centralizzato. Andiamo a verificare quando è possibile accendere il riscaldamento non autonomo e per quante ore possono rimanere accesi i caloriferi.

Date accensione riscaldamento centralizzato

L’accensione della caldaia del condominio è regolamentata dalla legge 10-1991che stabilisce quando si può accendere il riscaldamento centralizzato in relazione alla zona climatica dove ricade la propria abitazione. Il prezzo del gas naturale differisce in base alla zona e di conseguenza cambia la data per l’accensione dei termosifoni. Nel Nord Italia i caloriferi si possono accendere a partire dal 15 ottobre, nel Sud Italia la data è fissata a domenica 15 novembre.

Date e durata dell’accensione

Vediamo in modo schematico le date da cui si possono accendere gli impianti di riscaldamento centralizzato, ovvero caloriferi e caldaie nei condomini, e per quante ore possono rimanere accesi, divise per zone climatiche:

Riscaldamento: orari e periodo accensione Condominio 2017

ZONA CLIMATICA

PERIODO D’ACCENSIONE DEL RISCALDAMENTO CONDOMINIALE

ORARIO IN CUI IL RISCALDAMENTO CONDOMINIALE PUO’ ESSERE ACCESO

Zona A (Zona Alpina)
Non ci sono limitazioni
Non ci sono limitazioni
Zona B (Zona Padana)
Dal 15 Ottobre al 14 Aprile
14 ore al giorno
Zona C (Zona Appenninica)
Dal 1 Novembre al 15 Aprile
12 ore al giorno
Zona D (Zona Adriatica Settentrionale)
Dal 15 Novembre al 31 Marzo
10 ore al giorno
Zona E (Zona Tirrenica)
 Dal 1 Dicembre al 31 Marzo
8 ore al giorno
Zona F (Zona Sud-Orientale e delle Isole)
Da 1 Dicembre al 15 Marzo
6 ore al giorno

Orari accensione riscaldamento condominiale: 

Zona climatica F

Dal 1 dicembre al 15 marzo, per 6 ore giornaliere (Comuni di Lampedusa e Linosa; Porto Empedocle).

Zona climatica E

Dal 1 dicembre al 31 marzo, per 8 ore ogni giorno (Agrigento; Catania; Crotone; Messina; Palermo; Reggio Calabria; Siracusa; Trapani).

Zona climatica D

Dal 15 novembre al 31 marzo, per 10 ore giornaliere (province di Imperia; Latina; Bari; Benevento; Brindisi; Cagliari; Caserta; Catanzaro; Cosenza; Lecce; Napoli; Oristano; Ragusa; Salerno; Sassari; Taranto).

Zona climatica C

Dal 1 novembre al 15 aprile, per 12 ore al giorno (Genova; La Spezia; Savona; Forlì; Ancona; Ascoli Piceno; Firenze; Grosseto; Livorno; Lucca; Macerata; Massa C.; Pesaro; Pisa; Pistoia; Prato; Roma; Siena; Terni; Viterbo; Avellino; Caltanissetta; Chieti; Foggia; Isernia; Matera; Nuoro; Pescara; Teramo; Vibo Valentia).

Zona climatica B

Dal 15 ottobre al 15 aprile per 14 ore nell’aro di una giornata (province di Alessandria; Aosta; Asti; Bergamo; Biella; Brescia; Como; Cremona; Lecco; Lodi; Milano; Novara; Padova; Pavia; Sondrio; Torino; Varese; Verbania; Vercelli; Bologna; Bolzano; Ferrara; Gorizia; Modena; Parma; Piacenza; Pordenone; Ravenna; Reggio Emilia; Rimini; Rovigo; Treviso; Trieste; Udine; Venezia; Verona; Vicenza; Arezzo; Perugia; Frosinone; Rieti; Campobasso; Enna; L’Aquila e Potenza).

Zona climatica A

Non ci sono limitazionidi tempo né orario (province di Cuneo, Belluno e Trento).

Non è possibile superare i 20 gradi centigradi

Per legge non è possibile superare i 20 gradi centigradi, con 2 gradi di tolleranza (massimo 22°C), all’interno delle abitazioni, delle scuole e degli uffici. Per gli edifici adibiti ad attività artigianali e industriali (o equiparabili) il limite scende a 18 gradi. Si tratta di limiti di temperaturaritenuti adeguati per svolgere al meglio le attività lavorative e per la vita quotidiana.
Non bisogna superare i limiti non solo per via delle leggi vigenti ma anche perché si spende di più. Inoltre abusare dei riscaldamenti danneggia l’ambiente inquinando l’atmosfera delle città. L’inquinamento generato dagli impianti è tra i maggiori fattori scatenanti dei malanni di stagione e di altri danni alla salute causati dall’escursione termica tra interno ed esterno.

Riscaldamento autonomo o centralizzato

In molti si interrogano sul fatto se si risparmia installando la caldaia privata bypassando il riscaldamento condominiale. Le differenze erano minime fino a qualche anno addietro. Attualmente si spende meno con il riscaldamento autonomo in quanto è migliorata l’efficienza energetica di impianti ed è aumentata l’installazione degli impianti per energie rinnovabili.
La riforma del condominio del 2012 ha introdotto la possibilità di passare al riscaldamento autonomo negli appartamenti. Questa opportunità risulta conveniente in modo particolare per immobili di più recente costruzione. Essendo attive delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica, è più facile investire sull’acquisto della caldaia per risparmiare in futuro. La caldaia privata e il riscaldamento autonomo, fanno adattare i consumi alle proprie esigenze, sfruttando anche con più facilità le offerte gas del mercato libero dell’energia e di cambiare fornitore energetico. Inoltre un impianto autonomo mette al riparo dall’eventualità che qualche condomino non paghi la sua quota per il riscaldamento. Naturalmente diventando “autonomi” i costi di manutenzione ricadono tutti sulle nostre tasche.

Da non dimenticare la revisione degli impianti di riscaldamento e delle caldaie a GPL o gas metano che deve essere obbligatoriamente eseguita per legge insieme al pagamento delle tasse locali che variano da zona a zona.

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Approfondimento: Zone Climatiche Italiane:

Non tutti sanno che l’Italia è divisa in 6 Zone Climatiche dal Decreto del Presidente della Repubblica italiana del 26 Agosto, 1993 n. 412. Questo DPR sancisce una divisione dell’Italia in 6 zone climatiche
  1. A – Zona delle montagne delle Alpi
  2. B – Zona della Pianura Padana
  3. C – Zona delle montagne degli Appennini
  4. D – Zona Adriatica verso settentrione
  5. E – Zona Tirrenica
  6. F – Sud verso oriente e Isole.
Questa distinzione in fasce climatiche italiane, è stata indispensabile proprio per poter fare una legge per il risparmio energetico che potesse avere gli stessi parametri per tutta Italia.
In pratica lo scopo è quello di avere all’interno delle case degli italiani la stessa temperatura, cioè almeno 20 ° Centigradi durante il periodo invernale, con un errore di 2 ° ( cioè i gradi possono essere dai 18 ai 22).
Quindi, per avere la stessa temperatura di 20° Centigradi all’interno di una abitazione es. a Palermo e a Trento, va da sè che a Trento il riscaldamento dovrà rimanere acceso molte più ore che a Palermo.

In caso di giornate invernali particolarmente fredde, si possono tenere i termosifoni accesi più tempo?

Certo, ci sono a tal proposito delle delibere del Comune di residenza che permettono di tenere acceso il termosifone anche più ore di quelle normalmente consentite, nei casi straordinari in cui le temperature invernali siano particolarmente rigide.

9 commenti

  1. Un appunto: nella tabella la sezione relativa alle zone climatiche contiene le denominazioni delle zone non corrette (zona alpina, zona padana ecc…) Sono invertite rispetto alla dicitura zona A zona B ecc..

  2. Molto utile, c'è solo la tabella che è invertita su alcune voci, ma proseguendo la lettura si capisce lo stesso
    quali siano i periodi giusti

  3. La tabella è più sbagliata che giusta. Oltre ad essere invertite le fasce (per esempio la zona alpina è la E), sono invertite anche le città poste ad esempio: tutte quelle poste in zona C sono in realtà in D e viceversa….

  4. Scusa ma dove vedi gli errori?
    Secondo me, questa tabella è scritta bene: nelle alpi dove c'è più freddo i termosifoni li puoi accendere quanto tempo ti pare e prima, mentre al sud dopo e per meno ore al giorno.
    Mi sembra corretto

  5. sarebbe giusto inserire nella tabella climatica D anche Livorno, in quanto città di mare dove difficilmente si registrano temperature rigide. Dare il via al riscaldamento dal 1 nov. al 15 apr. con un massimo di 12 ore è veramente uno spreco enorme si per la città che per il cittadino che vede bruciare tanti soldi inutilmente. Sarebbe a mio avviso rivedere le situazione

    1. E' una tabella che serve per dire di non accendere OLTRE quelle ore.
      Naturalmente se fa più caldo, si accendono meno ore, è normale.
      Si risparmiano soldi e si inquina meno.
      Tra l'altro sembra che il clima stia andando verso un riscaldamento globale, quindi più si va avanti negli anni, più sarà caldo di inverno.
      Non ci avete fatto caso, rispetto ad alcuni anni fa?
      Qui in Centro Italia si accendono i termosifoni solo pochi giorni all'anno, oppure solo poche ore la sera, ormai il freddo è concentrato in poche settimane a Gennaio

  6. Vedo che c'è molta discussione sui tempi di accensione, ma faccio presente che negli impianti centralizzati è normalmente presente nel locale caldaia una centralina climatica che, se scrupolosamente regolata, provvede automaticamente a mantenere i 20+2 °C (valore medio giornaliero di legge)per qualunque condizione climatica; il problema è che chi conduce l'impianto, per mettersi al sicuro, la regola con scarsa compensazione, per cui va bene quando fa freddo, ma costringe ad aprire le finestre quando fa caldo con uno spreco di energia che può arrivare anche ad un 30% in più di consumo.

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