martedì 3 gennaio 2017

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Tassa di successione, calcolo, aliquote, prima casa, ereditaria, ecc

Tutto quello che c'è da sapere sulla tassa di successione: quanto si paga, calcolo, aliquote, importo dell'imposta di successione sulla prima casa, ereditaria, ecc.
Tutti prima o poi potremmo trovarci a fare i conti con un'eredità. Usiamo il termine fare i conti perché quanto si riceve l'eredità si va incontro a delle spese che non sono solo quelle per gli atti notarili. Bisogna tenere in debita considerazione l'imposta di successione. Chi riceve in eredità beni immobili e diritti reali immobiliari è tenuto a presentare entro 12 mesi dalla morte del congiunto la dichiarazione di successione e pagare, se dovuta, l’imposta di successione.

Tassa di successione: l'asse ereditario

Nel momento in cui avviene il decesso di una persona i beni e i diritti appartenuti al defunto - immobili, beni mobili, azioni, partecipazioni, denaro, gioielli, mobilio, altro - formano l’attivo ereditario. Rimangono esclusi titoli del debito pubblico, titoli diversi ma garantiti dallo Stato o equiparati.

A fronte dell’attivo ereditario si “eredita” anche il passivo ereditario - i debiti del defunto, le spese mediche effettuate dagli eredi nei 6 mesi precedenti alla morte, le spese funebri -. La differenza tra attivo e passivo rappresenta l’asse ereditario sul quale, dopo aver calcolato franchigie ed esenzioni, l’erede dovrà nel caso pagare l’imposta di successione. Di seguito andremo a vedere tutto ciò che c'è da sapere, fermo restando che è sempre bene rivolgersi ad un professionista del settore e che le informazioni riportate sono soggette a possibili modifiche da parte dei Governi.

Tassa di successione, calcolo, aliquote, prima casa, ereditaria, ecc
Imposta di successione: quanto si paga?

Sono fissate soglie ed aliquote di tassazione diverse, in base al grado di parentela intercorrente tra la persona deceduta e l’erede. Il coniuge o i parenti in linea retta - genitori e figli - dovranno calcolare sui beni e i diritti soggetti a imposizione un'aliquota del 4% sulla base imponibile con una franchigia di 1 milione di euro. Nel caso in cui l’oggetto di successione sia la prima casa, si dovrà versare l’imposta di trascrizione e catastale di 200 euro. Per altri immobili le 2 imposte aumentano al 2% e all’1. Sulla quota eccedente il milione di euro si applicherà l’imposta del 4%.

Se gli eredi sono fratelli o sorelle la franchigia - il limite sotto il quale non si paga l’imposta - è pari a 100 mila euro. Sopra tale soglia si dovrà calcolare un’aliquota del 6%.

I parenti entro il quarto grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al terzo grado, pagano l’imposta del 6% del valore totale. Non è prevista alcuna franchigia. Per tutti gli altri, l’imposta sarà pari all’8%, da calcolare sul valore totale - non è prevista alcuna esenzione-.

Se l’erede è una una persona portatrice di handicap grave, riconosciuta tale ai sensi della legge n. 104/1992, l’imposta si applica sulla parte del valore della quota che supera 1.500.000 euro.

Nell’attivo ereditario in cui sono compresi beni immobili o diritti reali immobiliari la presentazione della dichiarazione di successione è obbligatoria. Toccherà all’Agenzia dell’Entrate stabilire se l’imposta sarà dovuta o no. Si fa eccezione per l’eredità devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta; attivo ereditario pari o inferiore a 100.000 euro; nell’attivo ereditario non sono compresi beni immobili o diritti reali immobiliari.

La tassa sulla successione non è l’unica imposta da pagare

Quando si eredita un immobile devono essere effettuate anche le volture catastali e saldate le imposte ipotecarie e catastali. Mentre la dichiarazione di successione può essere presentata entro 1 anno dal decesso, e la relativa imposta è liquidata dall’Agenzia delle Entrate entro 3 anni, le imposte ipotecarie e catastali - la prima pari al 2%, e la seconda all’1% del valore dell’immobile - devono essere liquidate prima della presentazione della dichiarazione di successione. Delle eccezioni sono previste per la prima casa.

Confronto con le altre normative europee

In Germania l’importo dei diritti di successione dipende dal valore del patrimonio ereditato e dal grado di parentela. Per i coniugi la franchigia è di 500 mila euro, per i figli di 400 mila euro. Le aliquote variano dal 7 al 50%.
Nel Regno Unito è tassabile l’intero patrimonio, ma è prevista una soglia di esenzione pari a 320 mila sterline per tutti gli eredi. Il valore eccedente viene tassato al 40%.

In Francia il coniuge non deve pagare nulla mentre per gli altri sono previsti diversi sgravi, variabili in base al grado di parentela. Le aliquote vanno dal 5 al 60%.

La tassa di successione va pagata prima di vendere casa:

Nel caso in cui dobbiate vendere la casa che avete ereditato e non avete fatto ancora l'atto di successione, dovrete farlo per forza, quindi pagare la tassa prima di vendere la casa.



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