Affitto Breve 2017, come funziona il contratto

Come posso avere un contratto di affitto breve? L’affitto breve è un particolare contratto in cui si affitta una casa  o un appartamento per un determinato periodo di tempo che può essere di qualche settimana o di qualche mese, di solito viene fatto a turisti o studenti che si fermano in una città per un breve periodo di tempo, ma comunque più lungo di un soggiorno in un albergo o hotel.

In questi ultimi tempi si é cercato di disciplinare l’istituto dell’affitto breve.
Dopo il boom degli affitti brevi, in tutti i paesi del mondo c’é un impegno per   regolamentare sia dal punto di vista civile che dal punto di vista fiscale questo istituto giuridico.
Infatti in Italia, paese che rappresenta il terzo mercato al mondo per gli affitti brevi, tale tipo di attività é tenuta sotto osservazione da parte di sindaci e albergatori.

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Il fenomeno non è di poco conto: basti pensare che a Milano l’affitto breve a uso turistico di case private rappresenta il 51 % del mercato contro una quota del 49 % degli alberghi.
A Roma la quota di mercato è addirittura l’88 % dell’intero settore della ricettività. Molte volte gli affitti vengono gestiti anche da società che posseggono decine di alloggi e che spesso non versano l’importo dovuto all’erario.
Da qui è comprensibile la richiesta da parte delle associazioni di albergatori di regolamentare e disciplinare il fenomeno.

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Affitto breve, quali sono le regole da rispettare:

Il sito degli affitti brevi del resto, ha offerto la massima collaborazione per giungere ad un accordo con i vari Stati.
In una nota apparsa sul sito la società ha infatti mostrato la propria volontà ad impegnarsi a pagare la sua “quota equa” di tasse alberghiere e turistiche ed a comunicare in anonimato i dati in merito ad ospiti ed affittuari.
Anche negli altri paesi europei si tenta di disciplinare l’istituto: A Barcellona le camere sulla piattaforma Airbnb (capostipite degli affitti brevi) sono state messe al bando per un anno, a Parigi è stata invece introdotto l’obbligo per la società di pagare la tassa di soggiorno.
In pratica, il viaggiatore versa direttamente sul sito attraverso carta di credito la tassa di soggiorno dovuta, delegando pertanto Airbnb a versare l’importo raccolto ai Comuni.
Negli Stati Uniti, e precisamente a Santa Monica, chi effettua l’affitto breve ha l’obbligo di dormire all’interno della proprietà quando è presente il visitatore, ottenere una licenza e percepire la tassa di soggiorno che è pari al 14 %.
Sempre in America, a San Francisco, la società è invece riuscita a respingere la proposta di legge che mirava a restringere sino a 75 giorni l’anno la possibilità di affittare un’abitazione per brevi periodi.

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