Armi: come detenere armi in casa per la difesa: leggi e regolamenti

Detenere un’arma in casa per difendere la propria famiglia è un sogno o una minaccia che molto spesso gli italiani pronunciano a voce alta per spaventare possibili intrusi.
Tanti si domandano cosa farebbero se avessero a disposizione una pistola: sparerebbero oppure no?
Prima di decidere se detenere un’arma in casa o meno, bisogna conoscere le regole in termini di licenza da caccia e porto d’armi, la quantità di esplosivo che si può tenere in casa e l’uso che si può fare dell’arma.

Detenere un’arma in casa: la famiglia “si sente” al sicuro, ma quali sono le regole?

Chi non ha mai maneggiato armi e vuole tenere una pistola nella propria casa, oppure chi è abituato ad avere armi per la caccia, deve comunque conoscere le regole per la detenzione di un’arma fornite dalla Polizia di Stato.
Per detenere una pistola o un fucile in casa, bisogna avere la licenza di porto d’armi, o la licenza di caccia.
Nonostante la parola molto simile, il porto d’armi non va confuso con trasporto di armi.
Il porto d’armi è la licenza che permette di conservare e brandire un’arma contro un nemico, anche al solo scopo di spaventarlo, in un luogo determinato e comunicato alle autorità (cioè quello indicato nel porto d’armi come la propria abitazione o negozio).
Se io possiedo il porto d’armi in casa mia, sono autorizzato a tirare fuori la pistola nell’ambito della mia proprietà.

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Al contrario, il trasporto necessita di una licenza completamente diversa, rilasciata a chi sposta armi da un luogo fisico all’altro, per motivi ludici o di lavoro: tendenzialmente questa licenza è concessa a rappresentanti delle Forze armate, a coloro che praticano sport di caccia e a coloro che praticano sport di tiro (come il tiro a volo e il tiro al piattello).

Armi: come detenere armi in casa per la difesa: leggi e regolamenti

 

Tra le licenze di porto d’armi che si possono comunemente ottenere ci sono:

  1. Licenza di porto e di trasporto di fucile per tiro a volo o per caccia;
  2. Licenza di porto d’armi e bastoni per difesa personale;
  3. Licenza di porto e trasporto d’arma corta per le forze dell’ordine;
  4. Licenza di porto di fucile per difesa personale.

Ereditare un’arma: tutto quello che c’è da sapere se non si ha il porto d’armi

Le armi, a volte, venivano tenute in casa anche molto tempo fa, quando la giustizia personale e fatta su misura dal privato era ancora molto diffusa, specie nelle zone rurali d’Italia. Può capitare, dunque, che anziani parenti prossimi alla morte lascino in eredità delle armi alle generazioni future: che fare se non si possiede il porto d’armi ma si è ereditata una pistola o un fucile?
Bisogna denunciare alle autorità la presenza di quest’arma: la Polizia di Stato rilascia un nulla osta per la detenzione soltanto a chi abbia più di 18 anni. Nella denuncia bisogna anche formalizzare il luogo di detenzione dell’arma (ad esempio un mobile, una cassaforte, una stanza blindata) che non dovrà mai lasciare quel luogo e dovrà essere conservata scarica e priva di tamburo e di caricatore inseriti.

Armi e munizioni: tutto quello che si può tenere in casa propria

Nonostante la legislazione sulle armi sia piuttosto severa in Italia, è comunque piuttosto elevato il numero complessivo di armi che si possono detenere in casa.
Se le pistole comuni che possono essere detenute vanno fino ad un massimo di 3, si sale ad un tetto massimo di 6 armi quando si parla di armi sportive per tiro al volo. I fucili e le carabine non hanno una soglia massima: se ne possono detenere quanti se ne vuole.
C’è poi tutta una sezione dedicata alle armi da collezionismo, il cui funzionamento è in genere molto raro o compromesso, e che vengono detenute soltanto per bellezza (ma bisogna comunque darne comunicazione alle autorità, e non se ne possono detenere più di 8 pezzi):

  • armi storiche di rilevanza per testimoniare alcuni avvenimenti bellici del passato. Rientrano in questa categoria le pistole, i fucili, le carabine e le baionette prodotte prima del 1890;
  • armi di valore artistico, non concepite per funzionare ma per essere esposte, per lo più decorate con metalli e pietre preziose;
  • armi rare, prodotte in un numero limitato o appartenute a personaggi di rilevanza pubblica, ottenute per eredità o acquistate tramite asta legale.
Chi detiene armi, di norma, detiene anche munizioni e polveri da sparo atte a farle funzionare.
La regolamentazione italiana dispone che non si possano detenere più di 200 cartucce di carica sia per armi corte che per armi lunghe, e non più di 1500 cartucce per armi da usare solo per la caccia.
Si possono detenere fino a 5 kg di polvere da sparo.
Le munizioni sono soggette alla stessa regolamentazione dell’arma, e vanno conservate in un luogo sicuro e dichiarato.

Solo alcune figure professionali hanno una licenza speciale per detenere un numero superiore di munizioni in casa propria: questa licenza viene concessa ad personam analizzando il singolo caso.

Recentemente, il parlamento italiano ha approvato una legge che estende la legittima difesa con armi.
Su Economia Italia appena verrà approvata definitivamente e firmata dal Capo dello Stato, ( e quindi si conoscerà la versione definitiva della legge in questione), ci occuperemo e spiegheremo come funziona , visto che i giornali stanno facendo un’enorme confusione.

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