IRPEF 2018, Scaglioni, Aliquote, Calcolo, Detrazioni, Scadenza, Novità

Novità aliquote dichiarazione dei redditi per le persone fisiche IRPEF e novità su scaglioni di reddito, No Tax Area, scadenze le date di versamento Irpef 2018, di seguito.
Ancora tasse molto alte per le persone fisiche anche nel 2018, si parte con delle aliquote Irpef di ben il ventitrè per cento dei redditi, per arrivare addirittura al quarantatrè per cento del reddito, una vera mazzata nel groppone degli italiani per la Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche.
Si pensi che una persona che guadagna fino a quindicimila euro, ad esempio dodicimila euro, deve pagare duemila e settecentosessanta euro di Irpef, una specie di salasso insomma, un quarto dei guadagni che ha fatto durante l’anno, ovviamente decurtati delle spese, ma restano comunque altissimi e che dire della 3a fascia, cioè quelle persone che guadagnano oltre i trentamila euro all’anno.
Una volta pagata l’Irpef, non vi dimenticate di conservare i documenti di pagamento e la dichiarazione dei redditi per almeno 6 anni.

Devono pagare quasi il quaranta per cento di tasse , Irpef che è quasi la metà di quello che guadagnano andrà allo Stato, e solo di Irpef sì, perchè poi ci sono tutte le altre imposte dirette ed indirette. Ma é bene pagare, altrimenti si rischiano delle sanzioni se non si paga l’IRPEF.



IRPEF 2018 calcolo in Base alle aliquote:

  • Come si può vedere qui sotto, l’importo da pagare alla scadenza, è determinato dal calcolo che viene fatto dallo stesso contribuente e che è dato dalla somma di tutti i redditi che ha il contribuente, meno le eventuali detrazioni, che andranno a costituire la somma su cui calcolare l’aliquota.
  • L’aliquota è data in base al reddito che ogni anno si dichiara, come si può vedere qui sotto, ci sono 4 tipi di aliquote per 4 tipi di reddito.

Reddito Imponibile

Aliquota in percentuale

Irpef Lorda

Fino a 15.000 euro 23% 23% del reddito
Da 15.0001 euro a 28.000 euro 27% 3.450 + 27% sulla parte oltre i 15.000 euro
Da 28.001 euro a 55.000 euro 38% 6.960 + 38% sulla parte oltre i 28.000 euro
Da 55.001 euro a 75.000 euro 41% 17.220 + 41% sulla parte oltre i 55.000 euro
Da 75.001 euro a OLTRE 43% 25.420 + 43% sulla parte oltre i 75.000 euro
IRPEF 2017, Scaglioni, Aliquote, Calcolo, Detrazioni, Scadenza, Novità

Quando va presentata la dichiarazione dei redditi e quanto costa l’IRPEF:

  • Dal 20 marzo 2018 è possibile recarsi ai CAF o presso il Vostro commercialista di fiducia con tutta la documentazione per fare il calcolo dell’IRPEF da pagare per il 2017.
  • Vi consigliamo di telefonare o andare prima per eventuali istruzioni, o per prenotarvi.
  • Ovviamente chi si avvarrà del Modello 730 precompilato, non dovrà fare questi passaggi.

Chi ha diritto all’esenzione IRPEF e NO TAX AREA:

  • Anche per l’IRPEF 2017 ( che la legge del 28 Giugno 2013 ha innalzato al 100%) c’è una fascia di reddito al di sotto della quale c’è la completa esenzione; si tratta di persone che hanno un reddito particolarmente basso, come pensionati, disoccupati o persone che guadagnano poco, vediamo insieme che rientrano nei parametri ISEE:

REDDITI ESENTI DA IRPEF 2017:

Pensionati sopra i 75 anni di età che abbiano un reddito complessivo inferiore agli 8.000 euro all’anno.
Persone che percepiscano un reddito da lavoro dipendente ( e che non abbiano altre forme di reddito) inferiore ai 8.000 euro l’anno.
Persone che abbiano un reddito da lavoro occasionale o reddito derivante da diritti di autore inferiore ai 4.800 euro ogni anno.
Persone che abbiano un reddito da terreni o da fabbricati inferiore a 500 euro all’anno.
Persone che abbiano un reddito da terreno inferiore a 185,92 euro ogni anno.
Persone che percepiscano un reddito da attività sportive dilettantesche; in questo caso il reddito per essere esente da IRPEF deve essere inferiore a 28.158,28 euro ogni anno.

Addizionale Comunale IRPEF scaglioni e scadenze:

  • Fu istituita nel 1998, dal 2007 ha un’aliquota massima dello 0,50%. Per poter usufruire dell’addizionale comunale, bisogna informarsi presso il proprio Comune di residenza, sia per quanto riguarda eventuali scaglioni di reddito e scadenze.

Acconto Cedolare secca:

  • Per chi ha una casa affittata, al momento della registrazione del contratto e ad ogni anno di scadenza e rinnovo, si potranno pagare le tasse su tutto l’affitto che si percepisce e quindi non andrà ad aumentare la denuncia dei redditi.

Acconto IRPEF 2018 del Modello Unico quando bisogna fare il versamento:

Entro il 16 Giugno, bisogna versare i soldi per l’acconto Irpef e ( nel caso) la prima rata IRPEF che sono stati conteggiati tramite il Modello Unico 2016; mentre la seconda rata sarà entro il 30 novembre. Chi ritarda dovrà pagare lo 0,40% in più se riesce a pagarla entro i successivi 30 giorni.
Anche per questo 2017, se non scarichiamo il Nostro Modello 730 precompilato, siamo in procinto di fare i conti con il Modello Unico Persona Fisica , una volta che saremo andati dal Nostro commercialista, oppure ci saremo recati presso un CAF, oppure lo avremo compilato tramite web, sapremo quanto dobbiamo pagare di tasse.
A questo punto, ci troveremo a fare i versamenti tramite modello F 24.
Per calcolare se dobbiamo qualcosa al fisco, bisognerà farlo:

  • metodo storico:  nella riga N33 dove c’è scritto “Differenza”, oppure con
  • metodo previsionale: nel caso in cui si abbia a conoscenza di non avere niente da dare al fisco e di essere sotto il tetto.
Importo dovuto da versare per IRPEF superiore a 257,52 euro totali:
  • Si deve versare tutto in una unica soluzione, entro il 30 novembre 2016, cioè la data della scadenza.
Se l’importo dovuto da versare per l’IRPEF supera i 257,52 euro totali:
  1. Si verserà in 2 rate, con le seguenti scadenze ed i seguenti modi:
  2. La scadenza prima rata, per un totale del 40% del dovuto ( che si legge nel rigo n 33 del Modello Unico P. F.) entro il 16 Giugno 2016. *
  3. La scadenza della seconda rata, per il rimanente, cioè il 60% del dovuto, entro il 30 novembre 2016.

* in caso che non si abbiano tutti i soldi a disposizione, si può versare entro 30 giorni dalla scadenza l’importo dovuto, con una maggiorazione del 0,40%.

Date di versamento IRPEF rateizzata:

  • Posso rateizzare l’IRPEF? Certamente sì, purtroppo oggi come oggi un po’ per il peso dell’imposta un po’ per la carenza di soldi, dover versare migliaia di euro, non è semplice per nessuno, per fortuna si possono fare fino a 7 rate per chi non ha la partita IVA e 6 rate IRPEF per chi ha la partita IVA, la prima rata va sempre pagata prima del 16 Giugno, l’ultima va pagata comunque entro il 30 novembre ( quella a saldo), il 16 novembre per chi ha la partita IVA:

Date Versamenti IRPEF rateizzata per i Titolari di partita IVA

Date Versamenti IRPEF rateizzata per chi non ha partita IVA

16 giugno 2018 16 Giugno 2018
16 luglio 2018 30 Giugno 2018
20 agosto 2018 31 luglio 2018
16 settembre 2018 31 agosto 2018
16 ottobre 2018 30 settembre 2018
16 novembre 2018 2 novembre 2018
30 novembre 2018

Documenti da presentare per fare la denuncia dei redditi 2018:

Redditi percepiti da presentare per fare l’IRPEF:

  • Codice fiscale.
  • Tessera del sindacato ( se si va presso un CAF, ma la dichiarazione la fanno anche a chi non è iscritto, però in quel caso si paga di più, mentre chi è iscritto al sindacato, paga di meno.)
  • Documento di riconoscimento.
  • Redditi da lavoro.
  • Redditi da pensione.
  • Dichiarazione dei redditi dell’anno precedente.
  • Indennità da infortunio (Inail) se l’avete presa.
  • Disoccupazione nelle sue varie forme.
  • Compensi vari ricevuti nel 2017.
  • Borsa o borse di studio.
  • Reddito proveniente dall’estero da investimenti in prodotti finanziari.
  • Visura catastale di immobili, terreni e fabbricati di proprietà ( anche di case all’estero).
  • Pagamenti TASI ed IMU dell’anno precedente.
  • Contratti di comodato per immobili dati ad uso gratuito.
  • Affitto percepito da immobili di proprietà ( con relativi contratti).

Documentazione di spese e oneri che sono deducibili dalla IRPEF – Dichiarazione dei Redditi 2018:

Pagare le tasse è sempre un momento sconfortante, nel quale il cittadino si accorge di quanti soldi debba versare allo Stato per avere garantiti alcuni servizi di base come la sanità e la giustizia.
Tra tutte le tasse, sicuramente la più gravosa è l’IRPEF, che richiede di privarsi di una parte dei guadagni conseguiti in un anno solare.
L’IRPEF è l‘imposta sul reddito delle persone fisiche, che grava sui cittadini italiani. Questa imposta prevede un’organizzazione a scaglioni, ovvero delle fasce di reddito diverse che pagano cifre diverse in base a quanto guadagnano in un anno solare.

 L’IRPEF si paga solitamente nel mese di maggio e fa riferimento al precedente anno solare.

Siccome il primo scaglione di redditi va da 0 a 15.000 euro annui, è possibile che le persone nullatenenti e del tutto prive di reddito si domandino: io devo pagare l’imposta? Come fare? Per questo primo scaglione è previsto un pagamento del 23% dei propri introiti, ma non è esattamente così.

NO TAX AREA IRPEF 2017 – 2018 Novità:

Esiste quella che viene chiamata una No Tax Area, ovvero un reddito minimo scendendo sotto il quale non si deve pagare assolutamente nulla di tasse. Vediamo insieme come fare per riconoscere questa No Tax Area e diventare esperti nel pagamento dell’IRPEF.   Cos’è la No Tax Area e cosa cambia rispetto agli scorsi anni
La No Tax Area fa parte del primo scaglione di aliquote IRPEF 2017, ovvero comprende i redditi prossimi allo zero. Quest’area di esenzione dal pagamento dell’IRPEF è stata creata nell’ambito della legge finanziaria del 2003, ma ogni anno ne cambiano i criteri di attribuzione. Quest’anno, per esempio, la No Tax Area è compresa tra 0 e 8000 euro di reddito annuo per i lavoratori dipendenti, mentre lo scorso anno arrivava fino a 7500 euro. Per i pensionati, invece, fino allo scorso anno la soglia di reddito era 7500 euro per gli under 75 e 7750 euro per chi era più vecchio di 75 anni. Attualmente le cifre precise di annullamento completo della tassazione sono:

  • redditi fino a 8000 euro per i lavoratori dipendenti (prima fino a 7500 euro)
  • redditi fino a 8000 euro per tutti i pensionati
  • redditi fino a 4800 euro per i lavoratori indipendenti
  • redditi fino a 4800 euro per i diritti d’autore o la proprietà intellettuale di un’opera
  • redditi derivanti da edifici o costruzioni di altro tipo fino a 500 euro
  • redditi derivanti da terreni agricoli fino a 188 euro
  • compensi e rimborsi spese per attività sportiva dilettantistica

Chi sono i soggetti che possono accedervi   I soggetti che possono accedere alla No Tax Area sono quelli che figurano come nullatenenti e che non hanno alcuna possibilità di ricavare reddito da altre fonti che non siano quelle che vengono corrisposte dai contributi previdenzialiIl possesso di una casa o di un terreno in grado di fornire una rendita superiore a 188 euro, oppure la reversibilità della pensione del coniuge e altri tipi di introiti sono motivo di esclusione dalla No Tax Area. Possono concorrere per questa fascia di esenzione:

  • pensionati la cui pensione non superi i 660 euro al mese
  • persone che usufruiscono della pensione di invalidità
  • disoccupati
  • nullatenenti
  • persone con contratti stagionali che non superino gli 8000 euro in un anno
  • proprietari di terreni dediti ad agricoltura di sussistenza
  • autoriartisti ed altri proprietari intellettuali che non raggiungano la soglia dei 4800 euro di rendita annua
  • sportivi amatoriali che non siano iscritti a nessuna forma di retribuzione alternativa, come ad esempio le squadre sportive dei corpi militari o civili

Come fare richiesta di esenzione dell’IRPEF   Non esiste un modulo apposito per fare richiesta di rientrare nella No Tax Area. Quando si fa la dichiarazione dei redditi e si compila il modulo 730 bisogna dichiarare tutte le entrate ed eventualmente le uscite scaricabili dalle tasse. All’atto di presentazione del modulo le dichiarazioni fanno fede come attestazione di nullatenenza o di diritto all’esenzione IRPEF, che viene quindi notificata dallo Stato al cittadino tramite una comunicazione ufficiale. Le dichiarazioni di esenzione sono sottoposte a rigidissimi controlli: la dichiarazione del falso all’atto di richiesta di esenzione IRPEF è considerata un reato punibile dalla legge tramite sanzioni ma anche tramite la reclusione.

Di seguito, le novità per la dichiarazione dei redditi per le persone fisiche (IRPEF) per il 2017. Maggio è il mese più temuto da tutti gli italiani, ovvero il mese in cui si pagano le tasse. Chi non ha un commercialista e si intende di pagamento di tasse in autonomia sa che bisogna compilare molte carte affinché tutto sia in regola. Tra le tasse più importanti c’è la dichiarazione dei redditi per le persone fisiche, nota con la sigla IRPEF. Con l’IRPEF si dichiarano non solo i redditi percepiti durante il precedente anno solare (quindi da 1 gennaio al 31 dicembre 2016), ma anche tutte le rendite patrimoniali che ogni persona possiede.
Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla dichiarazione dei redditi e su come compilare i vari moduli che si presentano al cittadino.

Dichiarazione dei redditi per le persone fisiche: cos’è il 730 ordinario e come farlo

Il 730 è il modello di dichiarazione dei redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. La finestra temporale entro la quale presentare il 730 va dal 2 maggio al 30 giugno 2018 per chi presenta il modello cartaceo agli uffici; chi deve presentare il modello telematico ha tempo fino al 2 ottobre 2018.
Il vantaggio del modello 730 è che esso è collegato direttamente alla busta paga o al cedolino della pensione, quindi una volta calcolato il rimborso che il cittadino deve ottenere per alcuni servizi, esso viene versato direttamente insieme alla pensione o allo stipendio del cittadino.
Il 730 può essere compilato anche in mancanza di sostituto d’imposta, cioè di un ente fisico o legale che funge da intermediario tra la persona fisica e l’amministrazione. Nel caso del 730 ordinario senza sostituto d’imposta, esso va consegnato al Caf o a un professionista abilitato alla ricezione, affinché essi impongano il sostituto d’imposta d’ufficio.
Il Caf è obbligato a verificare le informazioni fornite dal cittadino e a tenere traccia di eventuali cambi di sostituto d’imposta che possono avvenire entro il mese di luglio, termine ultimo per la scadenza della presentazione delle domande.

IRPEF: quali sono i requisiti dei cittadini che possono presentare domanda di 730 ordinario?

  • lavoratori dipendenti in forza, sia residenti in Italia che all’estero. Questi ultimi devono presentare il 730 solo se hanno con l’Italia rapporti economici e di tassazione del proprio reddito;
  • pensionati;
  • i beneficiari delle indennità sostitutive di reddito (ad esempio i lavoratori che usufruiscono di redditi di mobilità o di integrazioni salariali di altro tipo);
  • i lavoratori nel campo dell’agricoltura (cioè soci di imprese agricole, di servizi, di aziende legate alla prima trasformazione delle materie prime, alla pesca e all’allevamento ittico);
  • sacerdoti;
  • i professionisti che ricoprono cariche elettive (parlamentari, giudici costituzionali, sindaci, assessori, consiglieri regionali, provinciali e cittadini);
  • lavoratori subordinati con regime di inquadramento a tempo determinato inferiore ai 12 mesi di impiego;
  • produttori agricoli che hanno ricevuto l’esonero dall’IRAP e dall’IVA.

Questi requisiti possono essere posseduti anche da uno solo di due coniugi che si trovano in regime patrimoniale di comunione dei beni. In questo caso si può fare la dichiarazione dei redditi congiunta anche se solo uno dei due si trova nella situazione lavorativa di poter usufruire di un modello 730.
Le dichiarazioni congiunte dei coniugi possono essere presentate al Caf o direttamente al sostituto d’imposta del coniuge indicato come dichiarante.
Per quanto riguarda la scelta tra modello cartaceo e telematico, la quasi totalità dei contribuenti è obbligata alla presentazione delle domande in forma telematica, sia autonomamente che tramite il supporto di un intermediario qualificato (che sia un professionista abilitato o un Caf). Sono consentiti i moduli cartacei, invece, a chi:

  • possiede dei redditi dichiarabili con il 730 ma è impossibilitato alla compilazione telematica;
  • possiede una parte di redditi dichiarabile attraverso il 730 ma un’altra parte che fa riferimento ad alcuni quadri del Modello Unico (ad esempio RM, RT, RW);
  • presenta una dichiarazione dei redditi conto terzi in luogo di un congiunto o di un parente defunto.

Dichiarazione dei redditi precompilata

Ci sono anche dei modelli di 730 precompilati che permettono al cittadino dichiarante reddito di scegliere un sostituto d’imposta in fase di compilazione senza aspettare le verifiche del Caf. Questa dichiarazione dei redditi per persone fisiche snellisce molto il lavoro dei Caf. Non tutti, però, possono usufruire del modello pre compilato. Esso, in particolare, è pensato per:

  • persone che hanno percepito redditi di lavoro assimilabili a quelli dei lavoratori subordinati (ad esempio i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, detti co. co. co.);
  • persone che hanno percepito rendite di terreni o di immobili sia in Italia che all’estero;
  • proprietari di redditi di capitale (cioè gli interessi e gli utili derivanti da un capitale depositato in un conto tradizionale o in un conto deposito);
  • lavoratori autonomi ai quali non è necessaria la partita Iva per svolgere la propria attività lavorativa.

Tra i dati già inseriti ci sono le spese per le tasse universitarie e le spese medico-sanitarie, i premi assicurativi e le spese per i riti funebri, tutti i contributi di tipo previdenziale e i bonus erogati dallo Stato in caso di acquisto o ristrutturazione di immobili a bassa classe energetica con successivo rinnovamento degli impianti e miglioria ambientale.

Chi non deve presentare il 730

Non tutti i lavoratori, tuttavia, devono presentare il 730. Ci sono, infatti, alcune fasce di popolazione che sono esonerate dal presentare la dichiarazione dei redditi per le persone fisiche dal momento che il loro reddito non è sufficientemente elevato per produrre motivo di rimborso.
Tra queste persone ci sono:

  • persone con un unico reddito (che sia la casa di proprietà o la pensione);
  • lavoratori a progetto;
  • investitori che percepiscono redditi soggetti ad imposta sostitutiva (come gli interessi sui Bot o sui titoli di Stato, sui conti correnti bancari e postali);
  • redditi provenienti da lavori socialmente utili;
  • lavoratori dipendenti al di sotto degli 8000 euro l’anno;
  • pensionati al di sotto dei 7500 euro l’anno;
  • beneficiari di assegni periodici del coniuge defunto o invalido al di sotto dei 7500 euro l’anno;
  • compensi derivati da attività sportiva non agonistica;
  • redditi assimilabili a quelli del lavoro dipendente per i quali, tuttavia, non è previsto un inquadramento contrattuale al di sotto dei 4800 euro l’anno.

Contributi di solidarietà: a chi dare l’8 per mille, il 5 per mille e il 2 per mille

Nella propria dichiarazione dei redditi per le persone fisiche 2017 si può esprimere la preferenza per un contributo di solidarietà. I contributi possibili sono l’8 per mille, il 5 per mille e il 2 per mille. Lo Stato, in quei casi, preleva la percentuale indicata dalla dichiarazione dei redditi del cittadino e la versa all’ente o all’associazione indicata nella dichiarazione dei redditi.
L’8 per mille si può devolvere allo Stato o a un ente religioso che rappresenta la propria fede: la Chiesa cattolica, le altre Chiese cristiane, oppure le confessioni religiose presenti sul nostro territorio (tra quelle più diffuse ci sono quella ebraica e quella islamica).
Il 5 per mille si può devolvere, invece, a cause di interesse sociale. È il caso di associazioni che si occupano di ricerca e lotta verso malattie rare, Ong che operano in Italia o nel mondo, associazioni culturali o di ausilio a determinate fasce sociali fragili (disabili, donne vittime di violenza, bambini, anziani, animali).
Il 2 per mille, infine, si può devolvere ad un partito politico per supportarne le spese di gestione e organizzazione.

Approfondimenti e consigli su IRPEF – Imposta dei Redditi su Persone Fisiche:

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3 commenti

  1. su 30000 si paga in totale il 26% circa, non "quasi la meta'"; l'aliquota massima (del 38 non 43 per un reddito di 30000) si paga solo sull'ultimo scaglione non su tutto, cioe' su 2000 euro in questo caso.

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